7/20/2016
L'Italia paese di mari, montagne, colline e... borghi - Da Repubblica del 14 luglio 2014
Alcuni sono stati in vendita su eBay. Come Calsazio, borgo ai piedi del Gran Paradiso offerto a 195mila euro. O Valle Piola, nel Parco Nazionale del Gran Sasso: prezzo 550mila euro. Sono i "paesi fantasma", le tante ghost town italiane che stanno vivendo una seconda vita anche grazie alla crisi. Borghi abbandonati in tutto il territorio nazionale come sentinelle di un passato che non ritornera` piu`, ma che ora grazie ad iniziative illuminate riescono a guardare al futuro. Sono circa 6.000 secondo una recente stima Istat e aumenteranno sempre di piu`: ad essere colpiti da "disagio abitativo" entro il 2016 secondo Legambiente saranno 4.395 comuni, il 42,1% del totale dei comuni italiani. Di questi 1.650 sono destinati a diventare ghost town vere e proprie: una manciata di case diroccate e poco piu`. Ma a volte rinascono. Sono celebri i casi di Santo Stefano di Sessanio (L'Aquila), "scoperto" anni fa da un imprenditore svedese, Daniel Kihlgrem e trasformato in albergo diffuso, o di Solomeo, villaggio medievale in provincia di Perugia, diventato quartier generale del mecenate del cashmere Brunello Cucinelli. Anche se a fare la differenza sono soprattutto le iniziative dal basso, quelle che trasformano i paesi fantasma in villaggi del futuro ipertecnologici ed ecofriendly, o li fanno rivivere con iniziative culturali ad hoc. Come nel caso di Torri Superiore in Liguria, insediamento medievale trasformato in un ecovillaggio dopo un restauro con materiali eco-compatibili. “Adesso ci vivono venti residenti, alcuni stranieri - racconta una delle fondatrici Lucilla Borio - tra cui famiglie con bambini”. Perche´ andare a vivere in un borgo non significa per forza isolamento. “Al contrario - continua Borio - conta moltissimo il rapporto con il territorio. Scambiare competenze con gli agricoltori per esempio”. Uscire dai flussi del consumo global per riscoprire il valore di tutto cio` che e` locale, insomma. Un bisogno che va di pari passo con quella voglia di comunita` che per Manuel Olivares, autore della bibbia del cohousing Comuni, comunita` ed ecovillaggi e` conseguenza diretta di crisi e precarieta`. “Negli ultimi anni sono aumentate le persone che vogliono venire a vivere e lavorare qui», conferma Borio. «Ma non bisognerebbe scambiarli per luoghi idilliaci da ricostruire - spiega Nicola Flora, ricercatore di Architettura degli interni e autore del saggio I borghi dell'uomo - semmai come luoghi di sperimentazione sociale, imprenditoriale e architettonica. O tecnologica: e` il caso di Colletta, in provincia di Savona. Disabitato dal 1956 dopo vari terremoti si e` trasformato in "borgo telematico", “totalmente cablato in fibra ottica”, spiega Vincenzo Ricotta, tra gli autori del progetto. Ma progettare il futuro non significa dimenticare la storia, anzi: e` proprio la miscela unica di antico e ultramoderno ad attirare nei borghi nuovi abitanti e "turisti della memoria". Lo sanno bene quelli della Fondazione Nuto Revelli che con il crowdfunding stanno restaurando la Borgata Paraloup, simbolo della Resistenza tra le montagne di Cuneo, ristrutturando baite e cascine usate dai partigiani e realizzando eventi a tema per tutta l'estate 2014. Stessa filosofia dell'Agenzia Borghi Solidali, che in Calabria sta riportando la vita a Pentedattilo in Aspromonte, rinato “grazie all'aiuto di volontari da tutta Europa”, racconta il direttore tecnico dell'associazione Piero Polimeni: “Ora ospita botteghe, musei attrezzati con fondi Ue e il Pentedattilo Film Festival”. E sempre in Calabria paesi svuotati dopo l'emigrazione come Badolato, Riace, Caulonia si stanno ripopolando e trasformando grazie a insediamenti di rifugiati ed immigrati. Anche se c'e` chi vorrebbe che le ghost town restassero esattamente com'erano.
Magari mettendole "sotto una campana di vetro", come sogna un abitante di Balestrino, borgo ligure abbandonato e ora frequentato da artisti, raccontato nel bel documentario sulle ghost town di Chiara Salvadori (visibile su www.italiaperduta. com). Ma e` solo nostalgia, ormai i paesi fantasma non ospitano piu` fantasmi.